L’indaco è smart con Stella Blu 

Non poteva che essere blu la stella che brilla nel mondo dell’indaco: un logo e un simbolo che contraddistingue la divisione-prodotto del gruppo Prosperity Textile. Stella Blu è stata fondata nel 2018 per la produzione di tessuti in indaco che regalano una nuova estetica a camicie, capi da esterno e per il mondo athleisure, coinvolgendo quindi a 360 gradi il settore dell’abbigliamento. Stella Blu si divide fra Italia, dove a Padova sorge il Centro per la ricerca e lo sviluppo dei tessuti, guidato dal creative director, Maurizio Marano, e la Cina, dove avviene parte della produzione. “Creare un prodotto Stella Blu – spiega Marano – vuole dire trarre ispirazione dagli stimoli che provengono da ogni parte del mondo, ma è in Italia che nascono gli spunti più creativi per utilizzare l’indaco per nuove categorie di prodotti, allontanandoci dal tradizionale 5 tasche. La mia esperienza nel settore di oltre 25 anni, di cui 5 con il gruppo Prosperity, mi ha consentito di distinguerci per creatività e tecniche produttive nel settore dei cotoni-nylon tinti indaco”. 

Gli ingredienti che contraddistinguono il lavoro di Stella Blu sono la combinazione di tre elementi: tessuto, stile e lavaggi, ai quali si aggiunge un quarto elemento che è l’attenzione ai dettagli, dalle applicazioni, alle etichette, dai colori dei fili alle sfumature che si vogliono ottenere. “Il Gruppo, verticalizzato e integrato in tutte le fasi della lavorazione, è costituito da due divisioni – spiega Marano – quella che produce i tessuti e quella che confeziona i capi, facendone il partner ideale per tanti grandi gruppi internazionali e brand americani”.  I numeri infatti sono giganteschi: “Prosperity  –  conferma Marano – ha una capacità produttiva di 10 milioni di metri di tessuto al mese.  

La produzione si divide negli stabilimenti di proprietà in Cina e Vietnam. La possibilità di produrre in Vietnam si è rivelata di estrema importanza strategica per il gruppo, in quanto permette ai propri clienti di trarre vantaggio sulle imposte dei dazi d`importazione ed offrire una opzione alternativa per i brand più sensibili all`origine della merce e della filiera del cotone, che vogliono prendere le distanze dalla regione cinese dello Xinjiang, zona in cui viene raccolto il cotone dalla minoranza etnica degli uiguri, sfruttati dal governo cinese”.

In entrambi gli stabilimenti, le fibre di cotone utilizzate sono esclusivamente cotone BCI (Better Cotton Initiative, gruppo di governance che promuove standard migliori nella coltivazione e nelle pratiche del cotone in 21 paesi) e cotone Americano, con la possibilita` di offrire cotone organico e riciclato, tessuti con fibre naturali come il lino o la canapa per ridurre la dipendenza dal cotone, ma anche tessuti in poliestere riciclato, Tencel & Ecovero, vale a dire le fibre cellulosiche di Lenzing.

The Style Lift

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