Terre Alte: la maglieria “modellata” come il tessuto

Tutto cominciò con le maglie tricottate dalla mamma: capi lavorati ai ferri, ma con un twist creativo di ricami e dettagli. Con il consenso di amiche e in seguito dei negozi, Vanda Tentoni iniziò una linea di maglieria con il proprio nome che, nel 1990, sfociò nel brand Terre Alte con base a Rimini. Dalla maglieria al total look il passo è stato breve, ma il marchio conserva ancora il DNA artigianale e la manifattura tutta made in Italy, come racconta Vanda Tentoni.

Cosa caratterizza la sua maglieria?

Il design rigoroso e l’accurato controllo della modellistica. Infatti, non facciamo capi calati, ma costruiti con teli in maglia ricavati da cartamodelli e costruiti come fossero capi in tessuto. Per questo ci avvaliamo del lavoro di abili modelliste; il capo acquista una vestibilità diversa rispetto alla maglieria tradizionale, è più sartoriale, femminile e donante al corpo della donna. 

Come nasce Terre Alte? 

Ho sempre amato viaggiare e dai miei viaggi traggo spesso ispirazione per le collezioni. Il nome nasce da un viaggio in Kenya, dalle colline delle White Highlands (di qui il nome Terre Alte, ndr) nel cuore del Paese africano. Ma lascio ispirare anche da foto e immagini tratte da libri e faccio altrettanta ricerca in Europa.   

Come sceglie le materie prime?

La scelta dei filati e il rispetto delle caratteristiche intrinseche e dei loro potenziali sono importanti nel processo creativo. Privilegio lana Merino extrafine, lane naturali ed ecologiche, filati fantasia, cioè in mischia, e per l’estate viscosa, cotone e lino. Comunque sempre filati pregiati o con torciture particolari. 

Quali sono i capi che rendono riconoscibile Terre Alte?

Sono quasi tutti timeless e molto lineari. Ad esempio la giacca in maglia è in assoluto l’icona del brand, una giacca elegante come un capospalla, ma confortevole come un pull, resa impeccabile dal punto stoffa utilizzato. Per adattarsi alle stagioni, questo capo è stato nel tempo realizzato in vari pesi e filati (viscosa, felpa e tessuti tecnici). Ci sono poi altri capi che tornano nelle varie collezioni come la sahariana o i panta jeans in lana, il trench e il cappottino dal taglio maschile. 

Per l’inverno 21/22 ci sarà ancora tanto colore? 

Non credo nelle fantasie eccessive, perché dopo il tuffo nel colore di questa stagione estiva, penso ci sia voglia di tonalità più tranquille. Piuttosto, i consumatori hanno desiderio di qualità e di proposte all’insegna della facilità d’uso. 

Cosa si aspetta dai filatori per la prossima stagione? 

Filati morbidi, anche in mischia, di alta qualità. Non seguo i trend nelle mie collezioni, ma il valore aggiunto è dato proprio dalle materie prime e dalla lavorazione di capi.  

The Style Lift

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